giovedì 22 marzo 2012

martedì 31 gennaio 2012

giovedì 22 dicembre 2011

Masso e Lula

Le sessual avventure di due personaggi del mondo. Il fatto che lui somigli a un cazzo e lei a una fica non è per nulla casuale. Di Fildor e Radaaria

mercoledì 29 giugno 2011

I cazzilli di Radaaria



Io chiamo cazzilli tutti quei cosini piccoli di non ben identificata natura, o semplicemente quei cosini che non mi va di chiamare col loro nome, o che non so bene quale sia il loro nome o...

beh, potrei chiamarli cosini, direte voi. ma sarò libera di decidere come chiamarli o no?
in questo caso questi cazzilli non sono ben identificati, sono cosetti che stanno sempre "in mezzo ai cog...", oppure in testa, oppure... non ben identificati.

insomma, per me sono cazzilli, così mi vengono e così ve li prendete.

domenica 27 marzo 2011

ADORATE ESTREMITÀ

Con il termine retifismo si intende quella particolare passione, più o meno smodata, per il piede femminile e tutto ciò che ruota attorno a questo piccolo e perfetto universo: scarpe, calze, smalti…
Il nome deriva dallo scrittore francese settecentesco Restif de la Bretonne, affetto anch’egli da tale meravigliosa “malattia”, le cui pulsioni non mancò di eternare nei suoi scritti.
Enigmatico ai più, ghettizzante per molti, l’oscurità di tale termine non può non essere apprezzata dal vero Retifista (che abbia letto o meno de la Bretonne, sfido a trovarne qualcuno tra l’altro). Costui infatti nel segreto e nella rimozione trova il suo vero habitat, come a trovarsi sotto un tavolo occupato da gentili signore dai piedi nervosi e a vari gradi scalzati.
Né, il nostro Retifista, può compiacersi di essere etichettato come “semplice feticista”, termine che comprende l’attrazione incontrollata e apparentemente illogica per pressoché qualsiasi cosa esista al mondo, dai gomiti ai guanti di gomma alle paperelle da bagno o addirittura (abominio!) ai piedi maschili!!!
Definito “ciuccia-alluci” o con altre simili volgarità dai duri e puri della Dominazione, il vero Retifista sorride e tace, conscio che la sottigliezza della sua Lussuria sarà per loro sempre incomprensibile.
Il Retifismo è forse tra le più comuni “perversioni” (si consenta di usare con orgoglio questo termine in altri casi patologico), ma come tutte le discipline ammette solo pochi accoliti al suo cuore esoterico.
In quel chiostro silenzioso, il Retifista si concede piaceri invisibili che vanno al di là dell’Umano. Lì, attraverso l’Eros e le sue pratiche Egli tramanda quei Misteri che costituivano il fulcro degli antichi culti delle Dee dell’Amore e del Piacere.
Sogni, forse, illusioni o semplici stupidaggini evocate dalla visione della nervosa caviglia di una segretaria che irritata scartabella pratiche e ticchetta al pavimento la sua insofferenza in un inconsapevole alfabeto morse che per il Retifista è pura delizia dei sensi.
Tutto questo il Retifista non se lo chiede, e semplicemente, come ammirando una delicata farfalla interiore, sfiora le ali di quel desiderio nascosto, banale e struggente al tempo stesso.
E, dentro di sé, sorride.

Fildor

martedì 21 settembre 2010

Daido Moriyama a Modena

faccio un giro su exibart, in effetti era un po' che non ci tornavo, ed ho subito la sensazione di essermi persa qualcosa.
guardo la fila per palazzo barberini a roma in video, l'articoletto riprende in pieno quello che deve essere successo: riapre un palazzo spettacolare, alemanno & co. aprono l'ingresso al pubblico gratuitamente per la notte ovviamente senza preparare un bel tubo (non youtube stavolta), ché non se l'aspettano che ci sarebbe andata mezza roma, mica è uno stadio... 
io non ci sono andata, (non ci pensavo proprio) sapendo già del bagno di folla. avendo la fortuna di lavorare a casa negli anni ho sempre preferito andare a vedere le mostre in orari diversi dalla folla, evitando accuratamente il we, anche se la notte ha il suo fascino.
passo oltre e guardo cosa c'è di bello in questi giorni, spesso facendo questo vado a naso, leggo nomi che non conosco, o che conoscevo e non ricordo più (sovente), e vengo attratta da daido moriyama, adoro i giapponesi, sono quasi sicura che adorerò anche lui, peccato la mostra sia a modena.
faccio un bel copia e incolla del suo nome su google immagini e vengo colpita da un mosaico in bianco e nero di immagini forti, semplici e imperfettamente perfette (diverse delle quali già viste). sanno di vita, c'è una figa in rete affianco a un cane randagio affianco a un pezzo di strada e per una volta la ricerca di google non è brutta da vedere, non so perché ma quelle foto, così diverse per soggetti, stanno benissimo l'una vicina all'altra.

torno sull'articolo della mostra e trovo che almeno in qualcosa c'ho azzeccato:
"Le mie fotografie non raccontano una storia, immortalo degli attimi, delle piccole cose all’interno del tutto”, spiega Moriyama. "Scatto diecimila foto e poi le pubblico in un libro, così senza un ordine. Mi darebbe fastidio l’idea che ci fosse una sorta di percorso didascalico. Le fotografie sono messe a caso, ma sono tutte sullo stesso piano: ognuna ha lo stesso valore. Sono tutti frammenti uguali di una stessa realtà”.

decido di farci un taccuino, se a modena non posso andarci io magari potrà andarci qualcun altro, quindi torno sulle immagini di google per ispirarmi e per trovare qualche scatto da inserire e... ma quella è la mia maglietta!

beata memoria, per fortuna che non sapevo chi fosse, vado in giro con questa maglietta da tre anni (riportata da tokio) e ne vado orgogliosa!

vorrà dire che la prossima volta che qualcuno mi dirà "posso mettere la mano lì" gli dirò "dove, sulla foto di daido moriyama?" 
tanto per fare la figa... sempre se mi ricorderò ancora il nome











Daido Moriyama
Modena, Ex Ospedale di Sant’Agostino


dal 17 settembre al 14 novembre 2010
Daido Moriyama - Visioni del Mondo
a cura di Filippo Maggia

Ex Ospedale di Sant’Agostino
Via Emilia Centro, 228 - 41100 Modena
Orario: da martedì a domenica ore 11-19
Ingresso libero
Catalogo Skira
Info: tel. +39 059239888; 
fax +39059238966; 
Radaaria